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Nel 2010 decisive le alleanze, a rischio sei Regioni rosse

Di Renato Mannheimer

Continua la serie di vittorie del centrodestra nei Comuni e nelle Province, e non solo al Nord Roberto Formigoni (Pdl) La minaccia Dopo gli ultimi risultati la minaccia maggiore è sull’amministrazione guidata dalla Bresso Dal Piemonte alla Puglia. Il peso dell’Udc e della sinistra Il quadro Poli vicini nelle Marche, in Calabria, Umbria, Liguria e Calabria. Centrodestra molto avanti in Puglia

A rchiviate, con diverse e talvolta opposte interpretazioni, le elezioni Europee e Provinciali, gli occhi del mondo politico sono già puntati alle consultazioni Regionali che interesseranno nella primavera dell’anno prossimo gran parte del Paese.

Fare una previsione sul loro esito è oggi assai arduo e, forse, fuori luogo. In un anno, infatti, la situazione politica - sia a livello delle singole regioni, sia, specialmente, nel contesto nazionale - potrebbe cambiare moltissimo. Così come potrebbero mutare, di conseguenza, i rapporti di forza tra i partiti. Dipenderà dall’azione e dalle scelte di Berlusconi e dal ruolo (nonché dalla leadership) che vorrà darsi l’opposizione. C’è da dire, poi, che nelle consultazioni Regionali conta molto anche la figura dei candidati presidenti, che, in molti contesti, sono ancora da definire.

Resta il fatto che una proiezione dei risultati delle ultime elezioni al livello delle diverse regioni può aiutarci a comprendere lo stato e la natura della competizione in atto.

A questo fine, i dati forse più utili per effettuare una comparazione sono quelli emersi dalle consultazioni europee, in quanto relativi a tutto il territorio nazionale e, di conseguenza, a tutte le regioni. Anche se occorre tener sempre presente che il voto europeo costituisce spesso una scelta elettorale «in libera uscita», relativamente lontana cioè da valutazioni politiche territoriali e che, anche (ma non solo) per questo motivo, molti elettori si sono astenuti. D’altro canto, un confronto con le Provinciali è ancora più arduo poiché in gran parte delle regioni si è votato solo in alcune province (spesso con la presenza di liste locali di appoggio esterno ai partiti maggiori), ciò che rende poco affidabile una proiezione.

Malgrado la perigliosità della comparazione, il quadro che emerge esaminando i risultati delle Europee nelle regioni che andranno alle urne l’anno prossimo è di grande interesse. Solo in sei regioni sulle tredici interessate al voto nel 2010, i risultati delle Europee hanno confermato la maggioranza in carica al governo della Regione. Si tratta di Lombardia, Veneto (tradizionali roccaforti del centrodestra), Emilia Romagna, Toscana, Umbria (a loro volta contesti in cui la prevalenza del centrosinistra è da tempo consolidata) e Basilicata.

Se dunque il voto alle Europee fosse ripetuto esattamente e interamente alle Regionali dell’anno prossimo e se si mantenessero le alleanze attuali (il che non è affatto detto), con una posizione neutrale dell’Udc (tutt’altro che probabile) ben sette Regioni potrebbero mutare il proprio colore politico. In questo caso - lo ripetiamo, del tutto ipotetico - si rafforzerebbe quel fenomeno di «territorializzazione» del Pd (e del centrosinistra in generale) che ha caratterizzato l’esito delle Europee. Come si sa, da queste ultime è emersa una forte tenuta del centrosinistra nelle aree tradizionalmente «rosse», con un cedimento nel resto del Paese.

Si tratta di uno scenario possibile, ma assolutamente teorico. In molte delle regioni che potrebbero cambiare colore, infatti, il risultato è tutt’altro che scontato. Solo in Piemonte, infatti, la distanza tra centrodestra e centrosinistra emersa dalle Europee è tale da rendere la previsione di una ripetizione dell’esito nel 2010 meno improbabile. In questa regione, peraltro, il centrodestra ha prevalso già nelle Politiche del 2008 e nelle sei province in cui si è votato per le Provinciali quest’anno. In tutte le altre regioni «in bilico» il distacco è più contenuto e tale da rendere determinante l’alleanza di uno schieramento o dell’altro con l’Udc e/o l’eventuale accordo del centrosinistra con le forze della sinistra radicale. Ad esempio, i voti dell’Udc (o della sinistra radicale) compenserebbero il distacco tra centrodestra e centrosinistra in Liguria. Ma anche qui il centrodestra ha prevalso nelle Politiche e nell’unica competizione provinciale. La distanza tra i due schieramenti è talmente bassa nelle Marche e in Calabria (ma anche in Umbria) da rendere possibile ogni risultato. Come si sa, nelle prime il centrosinistra ha prevalso nelle Provinciali e anche alle Politiche dell’anno scorso. Anche in Calabria il centrosinistra ha vinto le Provinciali, ma ha perso le Politiche del 2008. Ancora, in Puglia - che pure mostra una differenza del 13% tra il centrodestra e il centrosinistra, l’esito dell’Udc e della sinistra radicale è tale da rendere ipotizzabile, in caso di alleanze, esiti diversi. Qui però il centrodestra ha vinto anche alle Provinciali e alle Politiche.

In definitiva, questi dati nel loro insieme mostrano ancora una volta la prevalenza del centrodestra. Se il Pd - e il centrosinistra in generale - vuole affrontare più fiduciosamente le Regionali dell’anno prossimo, è necessario che imposti al più presto una precisa e coerente politica delle alleanze. Con scelte il più possibile nette e definite. Oltre che, naturalmente, che chiarisca la linea politica e, specialmente, la leadership. Fonte Il Corriere della Sera


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Un commento a “Nel 2010 decisive le alleanze, a rischio sei Regioni rosse”

  1. […] Dall’analisi si evidenzia che in prospettiva, restando stabili le proporzioni tra i poli, il centrosinistra rischia di perdere in modo netto anche le prossime regionali. […]

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